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	<title>iamica.bo.cnr.it &#187; Obiettivo Realizzativo 1</title>
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	<description>Infrastruttura di alta tecnologia per il monitoraggio integrato climatico ambientale</description>
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		<title>Terremoti del 18/1/2017 da Sentinel-1 e ALOS-2</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 22:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cnrbologna cnrbologna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<p>IREA-CNR &#38; I-AMICA per rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale. Nonostante la copiosa copertura nevosa e le condizioni meteorologiche avverse, i satelliti Sentinel-1 and ALOS-2 hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell’IREA-CNR di rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale, la cui <a class="read-more-link" href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4539"><br />...leggi tutto</a></p><p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4539">Terremoti del 18/1/2017 da Sentinel-1 e ALOS-2</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IREA-CNR &amp; I-AMICA per rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale.</strong></p>
<p>Nonostante la copiosa copertura nevosa e le condizioni meteorologiche avverse, i satelliti Sentinel-1 and ALOS-2 hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell’<a href="http://www.irea.cnr.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=3:istituto&amp;Itemid=57">IREA-CNR</a> di rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale, la cui scossa principale ha raggiunto la magnitudo di 5.5 il 18 gennaio 2017.</p>
<p>Grazie alla elaborazione congiunta di due immagini radar acquisite a cavallo dell&#8217;evento principale dalla costellazione Sentinel-1 del <a href="http://www.copernicus.eu/" target="_blank">programma europeo Copernicus</a>, è stato possibile generare l’interferogramma co-sismico (Figura 1a), una mappa che permette ai ricercatori di collegare direttamente il segnale radar allo spostamento del suolo.</p>
<p>Sfruttando i dati di ALOS-2 dell&#8217;<a href="http://global.jaxa.jp/" target="_blank">Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA)</a>, è stata effettuata un&#8217;analisi simile che conferma i risultati ottenuti tramite i dati di Sentinel-1 (vedi figura 1b).</p>
<p>A partire dagli interferogrammi generati, sono state poi derivate le corrispondenti mappe di deformazione che mostrano (vedi figure 1c e 1d) l’allontanamento della superficie terrestre dal satellite fino a un massimo di circa 10 cm in un’area a sud di Amatrice. Uno zoom dell&#8217;area affetta dalle deformazioni co-sismiche  (rappresentate in rosso) è mostrato in figura 2.</p>
<p>Queste mappe sono state successivamente fornite all’<a href="http://www.ingv.it/it/" target="_blank">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</a> per consentire di modellare la sorgente che ha causato l&#8217;evento sismico.</p>
<p><a href="https://doi.org/10.5281/zenodo.266966"><span style="color: #333333;">L&#8217;attività è coordinata dal </span></a><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/home.wp" target="_blank">Dipartimento della Protezione Civile (DPC)</a><span style="color: #333333;"> e viene eseguita da un gruppo di ricerca dell&#8217;</span><a href="http://www.irea.cnr.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=3:istituto&amp;Itemid=57">Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell&#8217;Ambiente</a><span style="color: #333333;"> del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell&#8217;</span><a href="http://www.ingv.it/it/" target="_blank">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</a><span style="color: #333333;">, che sono Centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati satellitari e della sismologia, rispettivamente, con il supporto dell&#8217;</span><a href="http://www.asi.it/" target="_blank">Agenzia Spaziale Italiana (ASI)</a><span style="color: #333333;">. Il programma Copernicus è diretto dalla Commissione Europea. L&#8217;</span><a href="http://www.esa.int/ESA" target="_blank">Agenzia Spaziale Europea (ESA)</a><span style="color: #333333;"> gestisce i due satelliti Sentinel-1 ed ha anche il compito di sviluppare i satelliti Sentinel. I dati ALOS-2 sono stati forniti dalla JAXA nel quadro di un accordo con l&#8217;Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per lo scambio di dati utili alla gestione delle emergenze.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L’attività è stata anche supportata dal <a href="http://www.irea.cnr.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=726:gep&amp;Itemid=167"><span style="color: #ff0000;">progetto GEP</span></a> dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal progetto &#8220;<a href="http://www.irea.cnr.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=452:i-amica&amp;Itemid=168"><span style="color: #ff0000;">Infrastruttura di Alta tecnologia per il Monitoraggio Integrato Climatico-Ambientale</span></a>&#8221; (I-AMICA) finanziato dal MIUR nell&#8217;ambito del Programma Operativo Nazionale (PON).</strong></span></p>
<h2><img class="alignleft" style="font-size: 13px;" alt="rsz figure1" src="http://www.irea.cnr.it/images/stories/news/rsz_figure1.jpg" width="380" height="519" /><a style="font-size: 13px;" href="http://www.irea.cnr.it/images/stories/istituto/news/ZoomS1.jpg" target="_blank"><br />
</a></h2>
<p>Figura 1 &#8211; a) Interferogramma co-sismico da dati radar Sentinel-1 relativo alla coppia 12012017-24012017 ascendente (Track 117). b) Interferogramma co-sismico da dati radar ALOS-2 relativo alla coppia 02112016-25012017 ascendente (Track 197). c) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma Sentinel-1 mostrato in Figura 1a. d) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma ALOS-2 mostrato in Figura 1b. La stella nera indica la posizione dell’epicentro Mw 5.5 del 18/1/17. Le principali strutture nella regione sono indicate in nero. I dati Sentinel-1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati ALOS-2 sono copyright di JAXA (2016-2017).</p>
<p><a href="http://www.irea.cnr.it/images/stories/istituto/news/ZoomS1.jpg" target="_blank"><em><img alt="rsz 1zooms1" src="http://www.irea.cnr.it/images/stories/istituto/news/rsz_1zooms1.jpg" width="597" height="336" /></em></a></p>
<p><em> <em>Figura 2 &#8211; Zoom dell&#8217;area affetta dalle deformazioni co-sismiche ottenuto a partire </em><em>dalla mappa Sentinel-1 di Figura 1c. </em><br />
</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;">For more information, please visit the site:  http://www.irea.cnr.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=778:il-terremoto-dellitalia-centrale-del-18-gennaio-2017-osservato-dai-satelliti-sentinel-1-e-alos-2</span></p>
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		<title>Maggio 2016: sabbia dal Sahara sul Mediterraneo, in Sicilia  oltre 70 μgr/m3</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 14:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cnrbologna cnrbologna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Infrastruttura I-AMICA &#8220;cattura&#8221; un intenso trasporto di sabbia dal Sahara sul Mediterraneo. Forti venti occidentali sopra il deserto del Sahara, uniti a secco e caldo, hanno favorito il formarsi di una tempesta di sabbia che ha movimentano notevoli quantità di particolato atmosferico dai terreni aridi, trasportandolo per centinaia di chilometri attraverso il Mar Mediterraneo durante il mese <a class="read-more-link" href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4301"><br />...leggi tutto</a></p><p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4301">Maggio 2016: sabbia dal Sahara sul Mediterraneo, in Sicilia  oltre 70 μgr/m3</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;Infrastruttura I-AMICA &#8220;cattura&#8221; un intenso trasporto di sabbia dal Sahara </strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>sul Mediterraneo.</strong></span></h3>
<p><img class="wp-image-4306 alignright" alt="2016-05-18_14h58_36" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/05/2016-05-18_14h58_36.png" width="453" height="594" /></p>
<p style="text-align: justify;">Forti venti occidentali sopra il deserto del Sahara, uniti a secco e caldo, hanno favorito il formarsi di una tempesta di sabbia che ha movimentano notevoli quantità di particolato atmosferico dai terreni aridi, trasportandolo per centinaia di chilometri attraverso il Mar Mediterraneo durante il mese di Maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Osservatori I-AMICA di <strong>Capo Granitola, Lamezia Terme e Lecce</strong> hanno registrato notevoli concentrazione di <strong>PM10. </strong> Queste  hanno superato i <strong>70 μgr/m3 </strong>a Capo Granitola<strong>,</strong> come si può notare dall&#8217;immagine a fianco, che mostra i valori di PM10 (rosso) e PM2.5 (blu) registrati da inizio Maggio nei tre Osservatori  e dove risultano evidenti le altre concentrazioni nei giorni 11/12 Maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato stimato che il deserto del Sahara è responsabile di circa il 25% del particolato sospeso presente in atmosfera e che ogni anno sono mobilizzate dai 60-200 milioni di tonnellate di mineral dust.Il  giorno 10 Maggio il <strong><em>Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer</em> - MODIS, </strong> sensore a bordo del satellite Terra &#8211; NASA, ha catturato l&#8217;immagine della &#8220;nube di dust&#8221; sotto riportata. L&#8217;immagine mostra la nube sabbiosa sopra le isole di Maiorca, Sardegna e Sicilia.  L&#8217;evento ha interessato il Nord Algeria e Tunisia ed il trasporto della massa d&#8217;aria ricca di dust ha interessato anche la parte meridionale dell&#8217;Algeria, il Mali, il Niger e la Libia.</p>
<p>Satellite: Terra<br />
Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS)<br />
Date Acquired: 10/5/2016<br />
Bands Used: 1,4,3<br />
Image Credit: Jeff Schmaltz, MODIS Land Rapid Response Team, NASA GSFC.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4303" style="color: #0000ee;" alt="image05162016_main" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/05/image05162016_main.jpg" width="600" height="462" /></p>
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		<item>
		<title>22-23 Marzo 2016: eccezionale evento di trasporto di sabbia dal Sahara sul Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 16:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cnrbologna cnrbologna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>22 Marzo 2016: eccezionale evento di trasporto di sabbia dal Sahara registrato dagli strumenti degli Osservatori I-AMICA.  Una tempesta di sabbia sahariana sviluppatasi nei deserti di Libia e Tunisia ha mobilizzato notevoli quantità di polveri minerali trasportandole sul Mediterraneo, l’Italia e l’Europa meridionale. In particolare, all&#8217;Osservatorio CNR di Capo Granitola le analisi preliminari hanno mostrato il <a class="read-more-link" href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4237"><br />...leggi tutto</a></p><p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4237">22-23 Marzo 2016: eccezionale evento di trasporto di sabbia dal Sahara sul Mediterraneo</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>22 Marzo 2016: eccezionale evento di trasporto di sabbia dal Sahara registrato dagli strumenti degli Osservatori I-AMICA. </strong></p>
<p>Una tempesta di sabbia sahariana sviluppatasi nei deserti di<strong> Libia e Tunisia</strong> ha mobilizzato notevoli quantità di polveri minerali trasportandole sul Mediterraneo, l’Italia e l’Europa meridionale. In particolare, all&#8217;<strong>Osservatorio CNR di Capo Granitola</strong> le analisi preliminari hanno mostrato il <strong>22 Marzo</strong> una concentrazione giornaliera di PM10 che ha <strong>superato i 110 microgrammi/m<sup>3</sup></strong> (Fig.1) come mostrato nel grafico sottostante. A <strong>Lecce</strong>, il <strong>23 Marzo,</strong> la concentrazione ha addirittura superato i <strong>350 microgrammi/m<sup>3</sup></strong>. Si tratta di valori eccezionali, se consideriamo che la soglia fissata dalla Comunità Europea per la salute umana è di 50 microgrammi/m<sup>3</sup>, da non superare per oltre 35 giorni l&#8217;anno.</p>
<p>A Capo Granitola il momento più intenso dell&#8217;evento è stato registrato il giorno 22 dalle ore 18 alle 22 LT con temperature che hanno raggiunto i 18 °C mentre a Lecce è stato registrato nella mattina del giorno 23 Marzo. Anche gli altri strumenti degli osservatori I-AMICA dediti ad osservazioni chimico-fisiche dell’aerosol  atmosferico hanno registrato valori eccezionali per il particolato “coarse” (Fig.2) così come del coefficiente di scattering (Fig.3), che mostra valori molto elevati e molto simili alle diverse lunghezze d&#8217;onda, come è tipico delle polveri minerali.</p>
<p>Al riguardo:</p>
<p>http://www.tagpress.it/ambiente/polveri-del-sahara-sul-salento-pm-10-superano-limiti-20160302</p>
<p><a href="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-PM10.png"><img class="alignnone  wp-image-4249" alt="2016-03-22 PM10" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-PM10.png" width="902" height="375" /></a></p>
<p><strong>Figura 1</strong>: concentrazione di PM10 (rosso) e PM2.5 (blu) misurati nell&#8217;Osservatorio climatico CNR di Capo Granitola</p>
<p><a href="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-COarse-Fine.png"><img class="alignnone  wp-image-4247" alt="2016-03-22 COarse Fine" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-COarse-Fine.png" width="854" height="383" /> </a></p>
<p><strong>Figura 2</strong>: concentrazione di particolato coarse (rosso) e fine (blu) misurati nell&#8217;Osservatorio climatico CNR di Capo Granitola.</p>
<p><a href="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-Neph.png"><img class="alignnone  wp-image-4248" alt="2016-03-22 Neph" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/2016-03-22-Neph.png" width="851" height="384" /></a></p>
<p><strong>Figura 3</strong>: valori del cofficiente di scattering nelle tre lunghezze d&#8217;onda operative misurati nell&#8217;Osservatorio climatico CNR di Capo Granitola</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4242" alt="MODIS+CGranitola 2016-03-22" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/MODIS+CGranitola-2016-03-22.png" width="1024" height="632" /></p>
<p>Le immagini del 22 Marzo dal satellite MODIS illustrano l&#8217;intenso trasporto di sabbia dal Sahara</p>
<p><a href="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/MODIS20160322.png"><img class="alignnone size-full wp-image-4241" alt="MODIS20160322" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2016/03/MODIS20160322.png" width="788" height="681" /></a></p>
<p>Ulteriori informazioni: <a href="https://weather.com/news/news/dust-storm-tunisia-sicily">https://weather.com/news/news/dust-storm-tunisia-sicily</a></p>
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		<title>&#8216;ICOS ERIC&#8217; ed il contributo del PON I-AMICA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 09:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cnrbologna cnrbologna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>  La Commissione Europea ha ufficialmente istituito ICOS ERIC -  Integrated Carbon Observation System (Sistema Integrato di Osservazione sul Carbonio), una nuova infrastruttura di ricerca pan-europea che ha l’obiettivo di fornire osservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa. I membri fondatori di ICOS ERIC sono otto: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, <a class="read-more-link" href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4102"><br />...leggi tutto</a></p><p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4102">&#8216;ICOS ERIC&#8217; ed il contributo del PON I-AMICA</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Commissione Europea ha ufficialmente istituito ICOS ERIC -  Integrated Carbon Observation System (Sistema Integrato di Osservazione sul Carbonio), una nuova infrastruttura di ricerca pan-europea che ha l’obiettivo di fornire osservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa. I membri fondatori di ICOS ERIC sono otto: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia e Finlandia (sede dell’ERIC), e Svizzera, che al momento fa parte dell’iniziativa in qualità di osservatore.</strong></p>
<p>Il contributo italiano ad ICOS è rappresentato da numerose stazioni di osservazione e di rilevamento dati nelle tre componenti: atmosfera (con i siti di misura di Monte Cimone, Lampedusa, Potenza e Plateau Rosa), ecosistemi (con i siti di Castelporziano, Borgo Cioffi, Renon, Negrisia, Monte Bondone, Capodimonte, Arca di Noè, Bosco Fontana e Torgnon) e oceani (siti di Miramare, Paloma, E2M3A nel mare Ardiatico e W1M3A nel mar Tirreno).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il PON I-AMICA ha sostenuto la realizzazione della stazione forestale del BOSCO DI CAPODIMONTE  e di BORGO CIOFFI.</strong></span></p>
<p>ICOS ERIC è il dodicesimo Consorzio Europeo per Infrastrutture di Ricerca (European Research Infrastructure Consortium) istituito dal 2009, anno in cui è stato creato questo strumento giuridico e istituzionale per attività di ricerca a scala continentale. L’infrastruttura di ricerca ICOS nasce dall’attività di numerosi ricercatori, molti dei quali italiani, che negli ultimi venti anni si sono occupati dei temi legati ai gas serra ed i cambiamenti climatici.</p>
<p><a href="https://www.icos-ri.eu/"><img class=" wp-image-4127 alignleft" alt="ICOS" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2015/11/ICOS.png" width="432" height="245" /></a>Commentando l’importanza dell’istituzione di ICOS ERIC, Robert-Jan Smits, Direttore Generale per la Ricerca e l’Innovazione presso la Commissione Europea, ha dichiarato: “Grazie alle attività che agevoleranno osservazioni di lungo periodo sui gas serra e sul carbonio su scala pan-europea, l’infrastruttura europea di ricerca ICOS fornirà un importante contributo di informazioni e conoscenze al servizio dell’impegno europeo e globale verso l’ottenimento di sicuri obiettivi di mitigazione. È quindi d’importanza straordinaria che ICOS abbia ottenuto lo status di ERIC e che questo sia avvenuto proprio alla vigilia della COP21 di Parigi, portando un nuovo, chiaro, messaggio dell’Unione Europea circa i propri impegni sugli obiettivi che riguardano il tema delle emissioni”.</p>
<p>Il Ministero di riferimento per ICOS in Italia è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che in merito a questo importante risultato ha commentato: &#8220;L’Italia nello sviluppo di politiche nazionali a sostegno di ricerca e innovazione che siano coerenti con gli obiettivi delle politiche europee, sostiene sempre con maggiore forza la creazione di European Research Infrastructure Consortia (ERIC), forma legale che può aiutare a rendere ancor più organico il sistema della ricerca italiano e che prevede chiare ed efficienti regole di management condivise fra gli Stati Membri partecipanti. Fra gli ERIC, ICOS-ERIC è un’ importante infrastruttura di ricerca europea in campo ambientale dove l&#8217;Italia, attraverso una azione coordinata del MIUR e delle eccellenze nazionali nel settore, si è impegnata non solo partecipando con una serie di siti di misura nelle differenti componenti (ecosistemi, atmosfera e oceani), ma anche ricoprendo un ruolo primario tramite il coordinamento dell&#8217;Ecosystem Thematic Centre, un centro di raccolta e processamento dati dalla rete ICOS-ERIC, che potrà essere volano per importanti iniziative didattiche e di ricerca a livello sia nazionale che europeo&#8221;.</p>
<p>In particolare, la partecipazione della ricerca italiana alle attività di ICOS ERIC è realizzato attraverso l’impegno ed il coinvolgimento di diversi centri di ricerca e Università tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;Economia agraria (CREA), Istituto Nazionale Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) della Val d’Aosta, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Fondazione Edmund Mach (FEM), l’Università? degli Studi della Tuscia di Viterbo, l’Università? degli Studi di Sassari, l’Università? degli Studi di Padova, l’Università? degli Studi di Genova, l’Università? Cattolica del Sacro Cuore, la Libera Università? di Bolzano e l’Università? degli Studi di Udine.</p>
<p>Il contributo italiano ad ICOS è rappresentato da numerose stazioni di osservazione e di rilevamento dati nelle tre componenti: atmosfera (con i siti di misura di Monte Cimone, Lampedusa, Potenza e Plateau Rosa), ecosistemi (con i siti di Castelporziano, Borgo Cioffi, Renon, Negrisia, Monte Bondone, Capodimonte, Arca di Noè, Bosco Fontana e Torgnon) e oceani (siti di Miramare, Paloma, E2M3A nel mare Ardiatico e W1M3A nel mar Tirreno). In aggiunta, l’Italia ricopre un ruolo di primaria importanza e visibilità coordinando ed ospitando (a Viterbo presso l’Università della Tuscia ed il CMCC) l’Ecosystem Thematic Centre, il centro verso cui confluiranno tutti i dati dei siti ecosistemici di ICOS RI e che sarà responsabile del processamento, controllo qualità, sviluppi metodologici, formazione e coordinamento della rete.</p>
<p>L’inaugurazione di ICOS ERIC si svolgerà a Bruxelles martedì 24 novembre quando, alla presenza di una delegazione del paese ospitante, Robert-Jan Smits consegnerà la targa ufficiale al Ministro finlandese dell’Istruzione e della Cultura Sanni Grahn-Laasonen e al Direttore Generale di ICOS Werner Kutsch.</p>
<p><b>Cos’è ICOS RI</b></p>
<p>ICOS è una infrastruttura di ricerca distribuita che fornisce misure di alta qualità sul ciclo carbonio, sulle emissioni di gas serra e sulla loro concentrazione atmosferica a scala europea. ICOS RI integra reti di siti per il monitoraggio di gas serra in atmosfera, ecosistemi e oceani al fine di fornire basi osservative per la stima del bilancio europeo del carbonio e per analizzarne l’evoluzione. I siti di misura sono distribuiti tra l’Artico e il Mediterraneo per le componenti atmosfera e ecosistemi, e su piattaforme e navi nel Nord dell’Atlantico, nel Mediterraneo e nel Mar Baltico per le misure marine.</p>
<p>Ciascuna rete di siti è coordinata da un Centro Tematico (Thematic Centre) che è responsabile dell’integrazione e del trattamento dei dati, il controllo di qualità centralizzato, la formazione nell’ambito del network e la trasmissione dei dati. L’Atmospheric Thematic Centre (ATC) ha sede in Francia, l’Ecosystem Thematic Centre (ETC) ha sede in Italia con uffici in Belgio e Francia, mentre l’Ocean Thematic Centre (OTC) è in Norvegia. Ai tre centri tematici si aggiunge il Central Analytical Laboratory (CAL), con sede in Germania, responsabile per la fornitura di gas per calibrazione a tutti i siti ICOS e l’analisi chimica su campioni di aria prelevati nei siti atmosferici.</p>
<p>L’ufficio centrale di ICOS RI è ad Helsinki, in Finlandia, mentre Carbon Portal è in Svezia e sarà il punto di accesso a tutti i dati ICOS (gratuitamente e senza limiti) oltre a produrre e coordinare attività di integrazione dei dati attraverso attività di modellistica.</p>
<p><b>Cosa sono le infrastrutture di ricerca?</b></p>
<p>Le infrastrutture di ricerca sono strutture, risorse e servizi messi a disposizione dalla comunità scientifica per sviluppare ricerca di primo livello nei loro rispettivi ambiti di competenza, che vanno dalle nanotecnologie e la genomica fino all’astronomia e l’ambiente. Il loro sviluppo è stato coordinato attraverso l’European Strategic Forum on Research Infrastructures (ESFRI). ESFRI è uno strumento strategico per migliorare l’integrazione scientifica dell’Europa e per rafforzare la sua operatività a livello internazionale.</p>
<p><b>Cos’è ERIC?</b></p>
<p>ERIC, acronimo di European Research Infrastructure Consortium, è uno strumento legale a livello europeo adottato dal Consiglio dell’unione europea nel 2009 al fine di agevolare la realizzazione e l’operatività di infrastrutture europee di ricerca su base non-economica. ERIC è lo strumento legale per l’organizzazione e la gestione di infrastrutture di ricerca ed ha personalità giuridica riconosciuta in tutti gli Stati Membri. ICOS ERIC è il dodicesimo Consorzio Europeo delle Infrastrutture di Ricerca (ERIC) da quando questo strumento è stato creato nell’agosto 2009.</p>
<p><b>ICOS ERIC: Gorana Jerkovic</b><b>,</b> <a href="mailto:gorana.jerkovic@icos-ri.eu" target="_blank">gorana.jerkovic@icos-ri.eu</a>, Mobile phone: +358 50 44 888 40</p>
<p>Contatti per l’Italia: Mauro Buonocore, <a href="mailto:mauro.buonocore@cmcc.it" target="_blank">mauro.buonocore@cmcc.it</a> - tel. +39 333 7045214; Dario Papale (Direttore ETC), <a href="mailto:darpap@unitus.it" target="_blank">darpap@unitus.it</a> – tel. +39 0761 357044</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4102">&#8216;ICOS ERIC&#8217; ed il contributo del PON I-AMICA</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli Osservatori I-AMICA contribuiscono al Progetto &#8220;World Air Quality&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 13:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cristofanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del PON I-AMICA, gli Osservatori Climatico-Ambientali di Lecce (Puglia), Lamezia Terme (Calabria) e Capo Granitola (Sicilia) contribuiscono al Progetto “World Air Quality”, fornendo in tempo reale informazioni circa i livelli di composti atmosferici inquinanti (O3, NO2, SO2, PM25, PM10 e parametri meteorologici). Il Progetto “World Air Quality” (http://aqicn.org), con sede operativa a Pechino in <a class="read-more-link" href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4034"><br />...leggi tutto</a></p><p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4034">Gli Osservatori I-AMICA contribuiscono al Progetto &#8220;World Air Quality&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’ambito del PON I-AMICA, gli Osservatori Climatico-Ambientali di Lecce (Puglia), Lamezia Terme (Calabria) e Capo Granitola (Sicilia) contribuiscono al Progetto “World Air Quality”, fornendo in tempo reale informazioni circa i livelli di composti atmosferici inquinanti (O<sub>3</sub>, NO<sub>2</sub>, SO<sub>2</sub>, PM25, PM10 e parametri meteorologici).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Progetto “World Air Quality” (http://aqicn.org), con sede operativa a Pechino in Cina ed avviato nel 2007, nasce con l’intento di promuovere uno strumento per diffondere in tempo reale, a livello globale ed in modo chiaro e fruibile ai cittadini, le informazioni inerenti i livelli di qualità dell’aria registrati da oltre 16000 stazioni di misura in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://aqicn.org/map/italy/"><img class="alignnone  wp-image-4042" alt="WAQIa" src="http://www.i-amica.it/i-amica/wp-content/uploads/2015/09/WAQIa.png" width="739" height="536" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema di visualizzazione altamente intuitivo permette quindi di ottenere, per ogni stazione, l’indice di qualità dell’aria generale (calcolato tramite un metodologia proposta dall’Agenzia USA per la Protezione dell’Ambiente – EPA) e l’indice di qualità dell’aria per ogni inquinante per le ultime 48 ore di osservazione</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente le stazioni I-AMICA (Stazioni Regionali GAW-WMO), unitamente all’Osservatorio Climatico CNR “O. Vittori” di Monte Cimone (Stazione Globale GAW-WMO), sono le uniche stazioni sul territorio nazionale che contribuiscono a questa iniziativa (http://aqicn.org/map/italy/)</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.i-amica.it/i-amica/?p=4034">Gli Osservatori I-AMICA contribuiscono al Progetto &#8220;World Air Quality&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.i-amica.it/i-amica">iamica.bo.cnr.it</a>.</p>]]></content:encoded>
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