Il Mediterraneo e le Regioni Convergenza: un “HOTSPOT” per clima e ambiente…ricerca e tecnologia

La regione del Mediterraneo, come riporta l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA, 2012) è  una delle regioni soggetta ai maggiori impatti del cambiamento climatico degli ultimi decenni a seguito dell’aumento della temperatura e della diminuzione delle precipitazioni, che si ipotizza proseguano nel loro andamento in linea con le variazioni del clima. I principali impatti dovuti al cambiamento climatico sul continente europeo  sono riportati nella Figura che mostra, tra questi, “l’hot spot” (L’hotspot climatico: un “punto caldo” per lo     studio del clima, ossia un’area particolarmente sensibile al cambiamento climatico) del Mediterraneo.

Mediterraneo

Il Bacino del Mediterraneo, ricco di un ecosistema particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici, attrae circa 120 milioni di visitatori dal nord Europa ogni anno. Essi spendono oltre 100 miliardi di euro ogni anno (Amelung e Moreno, 2009) e fanno si che il turismo internazionale contribuisca per circa il 10% del PIL e dell’occupazione nei paesi del Bacino (Magnan et al., 2012). La salvaguardia di questo habitat risulta quindi indispensabile per garantire vivibilità all’uomo ed all’ecosistema.

Per definirne lo stato di salute del Mediterraneo, l’Italia e le Regioni Convergenza in particolare, sono un termometro climatico unico. Il “termometro” I-AMICA, con la rete di stazioni osservative di riferimento per il monitoraggio atmosferico-climatico, agro-forestale e marino-costiero, è in grado di qualificare e quantificare lo stato di salute dell’area mediterranea. Esso si attiva grazie al potenziamento della ricerca tecnologica messa in campo dagli Istituti CNR che possono inoltre fornire supporto e favorire lo sviluppo e l’integrazione di attività produttive.

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